Arte, Cucina e Asparago bianco
Martedì 16 giugno
Gita a Varese in una calda giornata di metà giugno. Prima tappa (non prevista in origine, ma ottenuta grazie all'aiuto del collega varesino Antonio Franzi) alla sede del comune di Varese. Luogo immerso nel verde del parco degli Estensi, voluto da Francesco d'Este come residenza estiva nel '700. All'interno del palazzo c'è la sede dell'aministrazione comunale, luogo simbolo della politica varesina. Il salone principale presenta affreschi e decorazioni illusionistiche di Lodovico Bosellini e un grande medaglione centrale del Ronchelli. La sala d'onore oggi è adibita a eventi e celebrazione di matrimoni. In chiusura di visita abbiamo incontrato brevemente il sindaco di Varese Galimberti, sceso dal suo ufficio che si trova in quella che era la camera da letto della duchessa, per un saluto. In seguito siamo saliti fino a Villa Panza di Biumo, altra splendida villa settecentesca della famiglia Panza, che nel 1996 è stata donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano), che la gestisce. La villa, oltre a un parco meraviglioso, ospita una spettacolare collezione di arte contemporanea. Costruita come casa di campagna alla fine del Cinquecento e parzialmente rinnovata alla metà del Settecento, la dimora nel 1823 divenne proprietà del duca Pompeo Litta Visconti Arese, che affidò a Luigi Canonica una revisione architettonica del parco e dell’edificio. Dopo la morte degli eredi Litta, nel 1935 fu acquistata da Ernesto Panza, che commissionò ulteriori interventi all’architetto Piero Portaluppi. Fu però Giuseppe Panza (morto nel 2010) a trasformarla. Era un collezionista visionario che raccolse oltre 2500 opere di arte contemporanea europea e americana. Una ricerca costante di armonia e di attenzione alla luce e al colore, che fanno della visita alla collezione permanente un'espereinza assolutamente irripetibile.
Per chiudere la giornata pranzo ottimo e abbondante alla storica Osteria Galli di Cantello.Non c'erano gli asparagi - la stagione si chiude a fine maggio - ma il ragù bianco di gallina, il baccalà in pastella e le pesche di Monate non hanno fatto rimpiangere l'assenza del piatto principe di Cantello.